Chi sono

Chi sono

nonna_vandaCiao a tutte,
mi chiamo Vanda (si sono anche nonna! 🙂 ) e amo creare, in particolare con la lana, la bigiotteria e altri materiali, deliziosi cappellini, borse, scialli, copri spalle e tutto quanto suscita la mia curiosità a livello di lavori fatti ai ferri, ai telai e all’uncinetto.

Cotone, lana, feltro, pannolenci, nastri, pizzi, legno, pietre dure e cristalli sono i miei materiali preferiti e mi piace mescolarli per dare forma alle creazioni più diverse.
Sono di origini abruzzesi, anche se ho vissuto gran parte della mia vita in Piemonte dove ho frequentato una scuola di stilista di moda per imparare il più possibile e arrivare a creare quello che avevo in testa. Di gusti sempre molto stravaganti, realizzavo lavori sempre particolari e fuori dalla norma, tanto che questo mi costò la bocciatura alla scuola di moda!
Da sempre caparbia e decisa, ho continuato a perseguire le mie passioni con le arti manuali come hobby, mentre di professione amavo dedicarmi al prossimo come infermiera.
Nel frattempo ho frequentato diversi corsi di arte floreale, bigiotteria, uncinetto, ferri, telaio forcella. Da qualche anno ho aperto l’associazione con cui ora lavoro e ho dato vita a questo sito che state visitando, spero vi piaccia.

 

I ferri di nonna Vanda
Nella mia cesta da lavoro troverete:
  • lane e cotoni
  • fettucce
  • uncinetti di vario tipo e misure
  • ferri in legno e metallo
  • telai in plastica e metallo
  • forcella in metallo e legno
Con questi “ferri del mestiere” realizzo, in base al tipo di lana e cotone, le idee che mi vengono di volta in volta seguendo la mia stravagante fantasia.
Vi aspetto numerose anche sui miei canali social!!!
Youtube: –

 

Per informazioni e preventivi puoi scrivere a info@iferridinonnavanda.com oppure compila i campi qui sotto, grazie!

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Vi lascio con un passo sul lavoro de “Il Profeta” di Kalhil Gibran, uno dei miei autori preferiti.

Allora un contadino disse:
Parlaci del Lavoro.

E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita,che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.

Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta quando tutte le altre cantano all’unisono?

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra,
che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.

Ma se nella vostra pena voi dite che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte,
allora vi rispondo:
tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.

Vi è stato detto che la vita è tenebre
e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio.
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore.
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.

E cos’è lavorare con amore?
È tessere un abito con i fili del cuore,
come se dovesse indossarlo il vostro amato.
È costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito, e sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.

Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
“Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra, è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l’arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana, è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi”.
Ma io vi dico,
non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno,
il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d’erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore.

Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
seduti alla porta del tempio, accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l’uomo del tutto.
E se spremete l’uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.

 

Kalhil Gibran

Chi sono ultima modifica: 2015-12-17T10:15:45+00:00 da Nonna Vanda